Ora ditemi se non è un grande questo fondista che parte per la 15 km con gli occhiali a goccia e a specchio… (dopo il salto)
Ora ditemi se non è un grande questo fondista che parte per la 15 km con gli occhiali a goccia e a specchio… (dopo il salto)
Prego, vorrei una standing ovation per questa passerella di stile olimpica. Bellissima la divisa della squadra americana! (dopo il salto)
Io continuo a sostenere che siano due gocce d’acqua…

Abbiamo appena vinto la quarta medaglia di giornata. Per farvi capire come le ho vissute, dato che sono chiusa in ufficio senza sbocchi video sul mondo, eccovi la chat mia e di mia sorella che mi fa le telecronache in diretta. Ragazzi che tensione! Altro che il commento Rai…
Tiro con l’arco: Argento nella gara a squadre – Di Buò, Galiazzo, Nespoli

Judo femminile, 57 kg – Oro a Giulia Quintavalle

Fioretto femminile, gara individuale -
Oro a Valentina Vezzali, bronzo a Margherita Granbassi, quarto posto per Giovanna trillini


Ecco la cronaca:
Qui lo dico, lo confermo e non lo smentisco: gran parte degli eventi sportivi in Italia vengono rovinati dai commentatori Rai. E dalla maggior parte dei giornalisti sportivi; il mio sito di riferimento per seguire i Giochi è Eurosport, che dà le notizie, i risultati, le cronache in diretta con una certa imparzialità e senza mai creare troppe attese nei riguardi di alcuni atleti. Esalta i successi inattesi, critica giustamente queli attesi e delusi, celebra quelli attesi e confermati.
Cerco di non guardare i vari servizi ai telegiornali per evitare di sentire le solite cavolate che da anni ci propinano: se il favorito vince è un Dio, se il favorito perde è una merdaccia, se un outsider vince è il re del mondo per un giorno, dopo di che finisce nell’archivio amarcord dei campioni-meteore a marcire e coprirsi di ragnatele. Oppure diventa un personaggio mediatico di levatura tale da crearsi attorno un’aura di magnificenza che alla prima sconfitta si spegne come una bolla di sapone. Vedi Aldo Montano, ad esempio. E sto parlando di ottimi atleti che, causa la pressione o la cattiva forma fisica purtroppo perdono la loro occasione nell’evento più importante. Cose che capitano, anche se i veri campioni sono quelli che, nonostante tutto, si confermano in qualsiasi circostanza.
Così, dopo mesi di chiacchiere su Federica Pellegrini, ieri a fatica conquista il primato olimpico in una batteria in cui non era necessario dare tutto, mentre fallisce la finale, raggranellando solo un quinto posto. Se doveva surclassare la Manadou come era stato paventato da mesi, diciamo che la cosa non le è riuscita proprio bene. E la scusa è che la preparazione non prevedeva di nuotare la finale al mattino; mi verrebbe da dire che ci si poteva pensare prima… Era mattina anche per la Adlington e le altre, vero?
E sembrava che Vanessa Ferrari dovesse conquistare il mondo; ovvio che anch’io speravo di vederla volteggiare e vincere come successo in passato, una vittoria a Pechino l’avrebbe consacrata alla storia della ginnastica femminile. Ma sembrava che tutto il peso della squadra italiana fosse su di lei (e in effetti forse lo era) perchè da noi non si è in grado di coltivare talenti e cultura per lo sport che non sia calcio e poco altro. Ci vogliono degli sparuti successi in importanti competizioni per far smuovere le cose; ricordo il nuoto fino ad una decina di anni fa. Con le prime vittorie importanti e massicce si è cominciato a parlarne e a preoccuparsi del prestigio internazionale. Invece la Vanessa, martoriata dagli infortuni, ha deluso e la squadra è precipitata; e i giornalisti con delle facce e voci da funerale che ormai danno tutto per spacciato. Godiamoci la competizione invece e trasmettiamo anche un po’ di quelle figaccione americane!!!!
Ah, senza dimenticare che, secondo il commentatore tecnico del calcio (che non so chi sia ma mi fa rimpiangere Serena…), siamo i favoriti del torneo. L’ha detto ieri durante la partita contro la Corea del Sud. Ma bravo, tiriamocela addosso!
Appunto personale: e fatemi vedere ste gare di Judo e Tiro con l’arco! Mi sta bene la diretta del ciclismo, ma 4 ore di sgambettate meritavano qualche intervento esterno, non registrazioni tra una batteria del nuoto e l’altra, eccheccavolo!
Complimeti a: Vezzali-Trillini (fioretto), Quintavalle (Judo, 58 kg), Di Buò-Galliazzo-Nespoli (Tiro con l’arco a squadre), Matteo Tagliariol (oro spada), Tai Aguero

Complimenti anche a Rebellin, nonostante non fosse soddisfatto, Guderzo, Peliello ossia i nostri primi medagliati. e ancora un in bocca al lupo a tutti gli altri.
Prova ad immaginare.
Chiudi gli occhi. Inspira profondamente, assapora l’odore dell’erba, dell’asfalto, del cloro, della palestra. Quell’odore che ti accompagna da una vita, senza il quale il resto non ha più significato.
Allunga le mani a toccare quel che ti sta intorno: l’attrezzo, la pista, l’acqua, i tuoi muscoli. Quel tocco a qualcosa che è diventato parte di te, un amico inseparabile, talvolta un nemico da dominare e modellare a tuo piacimento. O da cui lasciarsi trasportare. Quante volte l’hai odiato, abbandonato… Ma alla fine sei sempre tornato da lui, è l’elemento ammaliatore dal quale non puoi sfuggire, che ti lega al suo destino. Se saprai domarlo ti consacrerà alla vittoria, se ti lascerai sopraffare diverrà il tuo peggior incubo.
Nella tua testa c’è solo l’Obiettivo. La meta verso la quale hai concentrato sforzi, gioie, sacrifici; la meta che inciderà il tuo nome nella storia, per sempre. Una vita a sognare, quattro anni tesi ad un unico scopo: essere pronto. Quante lacrime, quanti infortuni, quante delusioni; tutto sopportato in vista della gioia e prova più grande. Esserci. E da questo momento in poi, dare il massimo per vincere.
Il cuore batte forte, senti solo il suo martellare ed il fiato corto; i muscoli sono caldi, tesi, nell’attesa di esplodere.
Ora apri gli occhi: i pensieri si confondono con il vociare della folla, con gli applausi, i cori. Senti mille occhi puntati su di te. Mille? Sì, pensa che siano solo mille, altrimenti le gambe potrebbero giocarti un brutto scherzo. La maggior parte di quelle persone magari neanche sa chi tu sia, ma ti rispetta per il solo fatto di esserci. E darai il meglio di te stesso, per rispetto a loro, a te stesso, a chi crede in te e a chi non ci crede; è ora di scendere in campo e combattere.
Espira, butta fuori l’aria e tutta l’incertezza. E’ ORA!
Quando penso alle Olimpiadi penso a questo, a cosa deve provare un atleta nel momento in cui sta per gareggiare e confrontarsi con l’avversario e con se stesso. Il battere del cuore, il fiato corto li ho anch’io nel momento in cui gli atleti sono ai blocchi di partenza, o quando stanno per salire in pedana, prima del fischio d’inizio e sulla linea di partenza. E’ quasi come se fossi lì. Vorrei essere lì. Mi accontento di parteciparvi come spettatore, tifoso ed appassionato. Spero che il sentimento sia lo stesso anche per voi. Buona Olimpiade a tutti!
fede
Riccò all'arrivo di Super Besse (sesta tappa del Tour de France 2008)
Sei arrivato al traguardo, hai alzato le braccia al cielo, guardato negli occhi il tuo pubblico e hai ringraziato per la splendida vittoria.
Sei salito sul palco e hai sorriso alla folla festante, grata di avere un ragazzo finalmente pulito col quale poter ricominciare a credere nel cilcismo. E nella correttezza nello sport.
Hai passato una notte in cella spergiurando la tua innocenza, la tua estraneità dalle analisi che ti inchiodavano (fino a prova contraria) come positivo all’Epo di terza generazione.
Infine hai dichiarato ai giornalisti:
Ho ammesso le mie responsabilità, l’errore è stato mio e soltanto mio. Ho rinunciato alle contranalisi. In questo momento penso anche al personale della squadra e ai miei compagni che hanno perso il lavoro per colpa mia. [...] Dopo il Giro d’Italia ero stanco di testa e fisicamente. E ho preso questa sostanza. È stato un errore di gioventù. Ma al Giro ero pulito. Poi il mercoledì prima di partire… [...] Avere ammesso i miei sbagli penso sia un bel gesto mi spiace però per i miei tifosi per i quali adesso non sono più un modello. Adesso sono un modello sbagliato. Il messaggio che voglio mandare a chi crede in me, però, è che prima del Tour ho sempre vinto con le mie gambe. Adesso non ho voglia di tornare in bici, vedremo più avanti. Non sono andato a chiedere clemenza, avevo un peso e me ne sono voluto liberare. Non chiedo niente, ho fatto quello che mi sentivo.
Se avessi avuto un minimo di decenza avresti ammesso subito i tuoi sbagli; per non parlare del fegato che ci vuole a raccogliere premi e complimenti nella consapevolezza del proprio imbroglio. Anche se ormai sembra essere diventata pratica abbastanza comune nello sport. Ma la mia innata ingenuità continua a farmi credere che ogni risultato sia guadagnato sempre fino all’ultima goccia di sudore; se così non fosse non avrebbe senso continuare a credere nelle gare e nei gesti sportivi. Neanche, e soprattutto, alla vigilia delle Olimpiadi.
Non voglio entrare nel merito della questione doping, anche se, a mio parere, una cosa del genere è imperdonabile; non credo ad un errore di gioventù, perchè se un atleta gareggia tra i professionisti deve essere fisicamente e psicologicamente pronto per sostenere tale condizione. E affermare di essersi aiutati per colpa della stanchezza delle gambe implica la piena consapevolezza del proprio gesto. Vorrei sapere con che coraggio guarderai in faccia i tuoi allenatori, responsabili, compagni di squadra, famigliari e tifosi cosciente di averli traditi nel peggior modo possibile. Come un marito colto in flagrante dalla moglie coi pantaloni abbassati in compagnia della segretaria, che, per il solo fatto di non essere stato scoperto le altre volte, prima tenta di negare e poi confessa se messo alle strette per liberarsi la coscienza di un grave peso. E questo è un discorso generale, si tratti di Riccò, Marion Jones o dello sportivo dilettante che vuole fare il grand’uomo.
***
Mi fa ridere pensare che anni fa soffiai il terzo posto ad una gara alle campionesse nazionali in carica e mi sentii in colpa per un sacco di tempo perchè la mia tecnica e la mia condizione fisica erano senza dubbio inferiori; la differenza è che quel terzo posto me lo ero strameritato sul campo, con un’ottima prestazione a detta di tutti… Che stupida!
La fede.com versione tolleranza zero vi saluta.
Lunedì 23 Giugno 2008, ore 16:40:49 quasi 50. Ma vi siete accorti che da quasi 17 ore siamo fuori dall’Europeo??
Più che meritatamente oserei dire. Quindi? Ora? Per simpatia si dovrebbe tifare Turchia. Io credo che sotto sotto continuerò a sperare che vinca la Germania, è una delle prime squadre che ho visto vincere quando seguivo per le prime volte i campionati mondiali (Italia ’90) e ci sono rimasta affezionata. E poi, uscito Cristiano Ronaldo la mia squadra dei tamarri dovrà pur trovare un nuovo capitano! Schweinsty, con quel ciuffo nero sembri un po’ il Mirko dell’Alemagna!!!!

Tra qualche ora cominceranno, a dire il vero abbastanza in sordina, i campionati Europei di calcio 2008. Le nazioni ospitanti sono Austria e Svizzera, due che, diciamocelo, non hanno mai brillato per qualità calcistiche.
Non ho ancora deliberato se scriverò dei post riguardo il calcio giocato; tra l’altro non so quante partite riuscirò a vedere, a parte quelle dell’Italia. OVVIAMENTE. Gli scorsi mondiali le ho viste quasi tutte, e intendo proprio tutte; gironi e partite assurde comprese. Ho anche partecipato al fantamondiale con una squadra (che non si è piazzata tanto male, la mitica Repetto FC) e sfiorando il podio con una squadra in compartecipazione (la Barbie Raperonzolo FC). Sì, lo so che TU (libero di esprimere ancora il tuo disappunto) me lo rinfacci ancora, ma Klose aveva fatto schifo quell’anno, che ne sapevo che Toni avrebbe fatto solo due goal…. Scusa… Intanto io ho vinto alla SNAI, sebbene tu abbia criticato la mia scelta dell’X fisso su Svezia-Inghilterra
Ecco le prove:
Detto ciò… Volevo, come promesso da Ani tempo fa, proporvi la mia visione alternativa degli Europei; niente chiacchiere da bar ma una cosa frivola, che sicuramente piacerà a Monia che di calcio non è proprio un’intenditrice!
Vai, si parte con la formazione dei calciatori più brutti dei Campionati! Ve ne propongo una provvisoria, mi farò un’idea migliore dopo le prime partirte. Ovviamente si accettano critiche e consigli. Conto su di voi! Leggi il seguito di questo post »
L’emozione è tanta. La notizia è stata talmente improvvisa che non ho neanche avuto il tempo di preparare la valigia. Ed infatti mi aggiro per l’aeroporto con una borsa mezza vuota, giusto lo spazzolino e qualche maglietta; lo stretto indispensabile, ma ci penserò una volta giunta a destinazione. Il viaggio non lo ricordo, l’adrenalina annebbia i ricordi e li avvolge nell’oblio. Ecco, ci sono. Nella mano sinistra il mio bagaglio, nelle destra il biglietto elettronico; lo steward mi sorride, un sorriso sincero di chi ama stare a contatto con la gente. Finalmente il tornello si apre e sono nella metropolitana. Nella tube. La London undergound. Sono a Londra. Chiudo gli occhi e respiro a pieni polmoni l’aria, l’atmosfera mentre la gente mi supera ignara del tumulto di emozioni dentro di me. E poi…. poi il suono della sveglia interrompe il flusso di sensazioni che mi aveva pervasa. Peccato, sembrava davvero di esserci, di essere tornata là dove conto di andare questa estate.
Casualmente il giorno dopo ho trovato un’occasione della quale ho approfittato all’istante: Hooligans in dvd a prezzo superscontato. Acquistato e visto subitissimo! S T U P E N D O ! Certo, un bel po’ violento, ma per ora la cosa non ha ancora avuto ripercussioni sul mio subconscio. Solo che… una cosa mi ha inquietata. Ma per raccontarvela devo fare una breve introduzione alla trama del film, senza svelare nulla di fondamentale.