Regia: Robert Redford Interpreti principali: Robert Redford, Tom Cruise, Meryl Streep
Trama. Il film narra tre vicende che si svolgono contemporaneamente in poco più di un’ora; in un ufficio di Washington il senatore Irving (Tom Cruise) concede un’intervista alla giornalista Janine (Meryl Streep), la quale aveva caldamente sostenuto la sua candidatura anni addietro. Il senatore le illustra il nuovo e definitivo piano del Congresso per chiudere vittoriosi la guerra in Afghanistan; piano che rispecchia molto i tentativi disperati che vennero attuati durante la guerra in Vietnam. Tale piano viene messo in atto in contemporanea sul campo di battaglia, ove due soldati restano feriti tra le montagne innevate durante una bufera ed accerchiati dal nemico. In ultimo, un professore universitario (Robert Redford) racconta ad un suo studente in crisi di stimoli ed aspirazioni la storia di due promettenti ragazzi che lasciarono l’università per arruolarsi e combattere, partiti per la guerra con la speranza di tornare e poter lottare contro la mediocrità della classe elettorale e le bugie di quella politica.
Secondo me: il film è molto ben strutturato, sia nelle tempistiche (tre vicende che si svolgono in un’ora ed in contemporanea) che nei dialoghi e nella recitazione. Lo spettatore intuisce fin da subito il legame che unisce le storie, ciononostante non ci si annoia, ci si appassiona ed affeziona ai personaggi. In primis i due soldati, di cui si vuole sapere se avranno salva la vita o no (non svelo nulla, tranquilli!), soprattutto quando si capisce il loro ruolo nella storia; poi il ragazzo, descritto in modo così attuale e veritiero. Stufo dei politicanti che mentono e non sa in che modo interfacciarsi col mondo, quale sia il suo ruolo ed il suo posto nella società; il suo professore vuole scuoterlo dall’apatia ed evitare che sprechi il suo futuro. Ed infine la giornalista, combattuta tra etica e carriera.
Vi dirò, bel film ma non mi ha entusiasmata; Tom Cruise non mi ha convinta troppo nel ruolo retorico del politicante senza scrupoli (però vi dico già che sono di parte, a me non piace quasi mai), mentre stupenda Meryl Streep. Non lascia moltissimo, alcune cose sono un po’ forzate a mio parere e rovinano il racconto; si propone come film di denuncia della politica antiterroristica statunitense, ma non è efficace come avrebbe potuto essere.
Godibile, ma non da colpo di fulmine.



Gennaio 7, 2008 alle 8:59 am
Ho visto il film, a me Cruise non piace mai, ma qui mi ha convinto.
Più che un film di denuncia mi è sembrato, però, un film che espone gli argomenti di entrambe le parti (mostrandoci che Redford è contrario all’intervento militare) lasciando poi lo spazio allo spettatore; non a caso due dei tre eventi chiudono con la frase “..e ora che farai?”…
Gennaio 7, 2008 alle 9:18 am
Non so, sarà che ultimamente fatico a trovare film che mi convincano ma ne avevo sentito parlare così bene che mi aspettavo di più. Anche se in realtà non so esattamente “cosa” avrei voluto aspettarmi.
Gennaio 7, 2008 alle 3:11 pm
Una volta Tom Cruise interpretava il pilota di caccia che bombarda il nemico, ora il senatore che decide i bombardamenti… Come vedi di strada ne ha fatta parecchia nella sua carriera!
Gennaio 7, 2008 alle 3:23 pm
Fiera di non aver mai visto Top Gun in vita mia!
Gennaio 10, 2008 alle 9:23 pm
Top Gun rappresenta l’epoca del miglior Cruise… poi si è messo a farsi ingravidare la moglie da Ron Hubbard, e da quel giorno tutto è cambiato
Gennaio 12, 2008 alle 4:43 pm
a me il film è piaciuto… certo no è entusiasmante ma non mi ha nenache annoiato… concordo sul fatto che tom cruise sa fare di meglio (speriamo in valkyrie); sulle forzature del film, in particolare redford che nella sua recitazione mi sembra troppo al di fuori della trama, come se si rivolgesse direttamente al pubblico (ma forseera davvero il suo intento); e poi sul la streep che conferma la sua bravura… è splendido vederla regitare…
Maggio 1, 2008 alle 1:03 am
Per me il suo difetto più grande, al di là della storia, è il modo stesso in cui è stato realizzato. E’ verboso. Troppi dialoghi, troppi monologhi, soprattutto. Troppe parole.